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Abolizione definitiva del SISTRI dal 1 gennaio 2019

Il decreto semplificazioni pubblicato in Gazzetta ufficiale il 14 dicembre 2018 abolisce definitivamente il SISTRI, sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. 

Il Decreto Legge n. 135 del 14 dicembre 2018, il cosiddetto “decreto semplificazioni” ha abolito definitivamente il SISTRI, sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti istituito nel 2010 e mai entrato in funzione.

Il SISTRI era nato con lo scopo necessario di tracciare l’intero sistema di rifiuti speciali, ma di fatto non è mai stato operativo. Dal 2010 ad oggi le imprese obbligate hanno continuato a pagare il contributo di iscrizione e si sono adeguate a livello normativo e tecnologico, ma a livello operativo è stato sempre mantenuto un doppio canale, quello cartaceo e quello telematico.

A partire dal 1° gennaio 2019 il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha attuato, attraverso il DI Semplificazioni, l’abrogazione definitiva del SISTRI. Dal 2010 al 2018 l’entrata a pieno regime del sistema era stata sempre prorogata, ma le imprese hanno continuato a pagare il contributo di iscrizione ogni anno.

Come verrà gestita la tracciabilità dei rifiuti:

Per il 2019 si continuerà ad applicare il tradizionale sistema cartaceo, che di fatto non è mai stato abbandonato.

Le imprese e tutti i soggetti tenuti ad osservare le disposizioni in tema di tracciabilità dei rifiuti dovranno provvedere alla tenuta ed alla compilazione dei registri di carico e scarico, dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) per il trasporto degli stessi, nonché alla trasmissione annuale del MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale).

A decorrere dal 1° gennaio 2019, relativamente agli adempimenti suddetti potranno essere applicate nuovamente le sanzioni, per mancata o non corretta compilazione  di MUD, registri di carico e scarico e formulari di trasporto.

Le imprese iscritte al SISTRI non saranno più soggette al pagamento del contributo di iscrizione contemplato dalla Legge 78/2009 e dall’articolo 7 del Decreto Ministeriale n.78/2016.

Cosa prevede il nuovo sistema di rintracciabilità dei rifiuti:

Il nuovo sistema di rintracciabilità dei rifiuti verrà gestito, conformemente a quanto indicato anche dalla Linee Guida Europee, direttamente dal Ministero dell’Ambiente in modo tale da determinare da un lato risparmi di spesa e, dall'altro, un servizio più efficiente.

In ogni caso, fino a che il nuovo sistema non diverrà completamente operativo, i titolari soggetti alla tracciabilità dei rifiuti dovranno continuare con gli adempimenti previsti dal sistema tradizionale cartaceo.





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